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Esegesi critica di "Guzzanti Vs Berlusconi", "L'Odore dei soldi", "Citizen Berlusconi.
pubblicato il 03-Jan-2010
a cura di candid
Berlusconeide
(Guzzanti Vs Berlusconi, ed. Aliberti – L’Odore dei soldi, Ed. Editori Riuniti – Citizien Berlusconi, ed. Garzanti)
Di Candid.
Di questa fatica critico-biografica del giornalista Paolo Guzzanti, alias Guzzanti senior, alias padre di Sabina, si potrebbe dire ciò che il purista Pietro Bembo (1470-1547) ebbe a scrivere di Pietro Aretino, suo contemporaneo, letterato salottiero e scandaloso, famoso anche per i suoi Dialoghi delle cortigiane :” Di tutti parlò male fuorchè di Cristo, scusandosi col dire: non lo conosco.” E questo motto agiografico qui lo si riporta non alludendo ad un eretico parallelo fra Gesù e l’attuale capo del governo italiano ma riferendoci all’ animo umano che, se esacerbato da un amore non corrisposto da parte dell’ oggetto idealizzato, se ne allontana vedendolo, finalmente, in corpore vili, demitizzato. In tal senso il libro di Guzzanti può essere interessante se, nel leggerlo, si applica un metodo “decostruttivo” alla Derridà. Dietro l’ “odi et amo” allora si troveranno pagine gustose, tremende, sulfuree, di attenta critica “all’ uomo del destino” – anche se tardiva.
Ben altri libri possono essere consigliati sull’ argomento Silvio Berlusconi e, di seguito, se ne segnalano solo due, esaustivi per completezza storica, sociologica e politica. Uno è L’ Odore dei soldi di Elio Veltri e Marco Travaglio, da poco ristampato con gli aggiornamenti biografici degli ultimi anni; l’altro è Citizen Berlusconi (vita e imprese) di Alexander Stille. Il primo fruisce dell’analisi attenta dello scenario politico degli ultimi 15 anni (Veltri) nonché della documentazione precisa e certosina del giornalista Travaglio, conosciuto per gli interventi ad Anno zero su RAI 3 e per gli articoli polemico-satirici su Il Fatto Quotidiano. Il secondo libro si fonda sull’ alta professionalità di questo figlio d’arte (il padre è stato una penna storica del Corriere della sera, Ugo Stille), inviato speciale negli USA per Repubblica, professore alla Columbia University. Si è in presenza d’un giornalismo di stampo anglosassone che usa fonti precise, carte certe ed una narrazione sobria ma efficace che esalta una approfondita analisi socio-politica dell’ Italia. Stille junior scandaglia anche con precisione da metodico studioso il grande enigma della politica italiana contemporanea, nella cosiddetta post-modernità entro una realtà sociale “liquida” come con efficace metafora si è espresso il sociologo Bauman.
Se giudicare e scegliere è, prima di tutto, conoscere razionalmente, questi due testi si consigliano come basici. E il Guzzanti dell’ inizio? Fra rivelazioni scandalose ma ben documentate ed una lunga intervista “dimenticata nel computer” ma onesta – a detta dell’ intellettuale pentito; fra capitoli come “populista e peronista, però democratico” o “Mignottocrazia, una classe dirigente selezionata per sex appeal” e tanti altri, veristi ma anche un po’ “gossippari” , Guzzanti fa navigare dentro una personalità border-line ed uno scenario da basso impero.
Dunque, inserendo fra i libri anche questo panflet di Guzzanti, la conoscenza del lettore sarebbe assai completa. E poi, perché scandalizzarsi? In passato non ha forse provocato qualche perplessità il passaggio di campo di intellettuali del peso del filosofo Colletti, marxista deluso o del cattolico liberale Pera, che ha fatto conoscere in Italia il pensiero del massimo epistemologo contemporaneo, K.R.Popper? Anche se “in corpo minore”, non è male quindi inserire questo Guzzanti che ritorna sui suoi passi, considerando però la sua crisi edipica per capire fino in fondo l’attuale testimonianza anti-berlusconiana. In ogni caso, tutto compreso, non si avranno più scuse per il futuro e non ci si potrà giustificare d’ aver preso “lucciole per lanterne”. O, anche, d’ aver creduto che il re era gloriosamente vestito mentre, in realtà era sgraziatamente nudo (Andersen docet).
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